BOTTEGHE STORICHE: SFRATTI E AFFITTI ALTI, RISCHIO SCOMPARSA
INCONTRO PERSSO LA ANTICA DITTA LEFEVRE

(ANSA) - ROMA, 24 SET

Molte botteghe storiche di Roma rischiano di chiudere, per sfratto o per colpa di affitti troppo alti.

La denuncia viene da Stefano Biagini, presidente dell'associazione negozi storici di Roma, nata per salvaguardare le attività avviate da più di 50 anni mantenendo gli arredi delle origini. Botteghe che, con l'arrivo in centro delle grandi società, rischiano la scomparsa.
Simbolo di questa battaglia, oggi, è la 'Ditta Lefèvre' di via del Pellegrino, a due passi da Campo de' Fiori, un'antica fonderia di metalli preziosi che dal 1897 mantiene strumenti, attrezzature e arredi d'epoca. Germana e Loredana Lefèvre, figlie del fondatore Italo, attendono a giorni l'esecuzione dello sfratto da parte della forza pubblica.
Biagini, che per sensibilizzare le istituzioni al problema ha organizzato un incontro, avvenuto stamattina nei locali della 'Ditta Lefèvre', ha citato anche altre situazioni critiche:

  • una macelleria di piazza San Giovanni in Laterano, che ha più di 100 anni e che è stata liquidata con pochi milioni per essere sostituita con una cartoleria;
  • un bar di piazza Venezia, di proprietà di una banca;
  • un antiquario di via del Babbuino;
  • un restauratore di via Mario de' fiori.

Il problema - ha spiegato Biagini - sono i negozi delle grandi società e delle multinazionali, disposte a pagare fino a 20 milioni al mese di affitto perchè usano i locali antichi come forma di promozione del marchio. Somme impossibili per chi vive con i guadagni di un solo negozio. Per tutelare le botteghe storiche arriverà presto una legge regionale, che ne disporrà il censimento e che finanzierà quelle in crisi.
Eugenio Leopardi (FI),della commissione cultura della Regione Lazio, ha assicurato che la legge sarà emanata entro la fine dell'anno. Viviamo in una città e in una regione in cui ci sono molti locali storici - ha commentato - e tutelarli è compito dell'amministrazione.
La legge ha i suoi tempi - ha fatto notare il presidente della commissione comunale per la tutela delle botteghe storiche e antichi mestieri, Orietta Baldelli, - mentre la situazione della 'Ditta Lefèvre', per esempio, è urgente. In tempi in cui tanto si parla di imprenditoria femminile, non si puo' rischiare che il lavoro di due donne venga buttato via così. Anche per questo abbiamo chiesto al prefetto, intanto, di bloccare gli sfratti per le botteghe storiche. Una richiesta che è venuta anche dal sindaco Veltroni.
Pino Galeota, consigliere comunale, ha annunciato inoltre che, al massimo entro giovedì, andrà in aula la delibera per la regolamentazione che permetterà alla commissione di stanziare un miliardo per sostenere economicamente le botteghe storiche.
La tutela di questi negozi è importante anche per i beni culturali - ha detto Ruggero Ventrella, ispettore centrale del ministero beni culturali - perchè molte botteghe conservano nei loro archivi le ricette di lavorazione delle antiche tecniche artigiane, preziose anche per chi fa restauro.
Dobbiamo tutelare non solo le botteghe storiche - ha sottolineato il presidente del I municipio Giuseppe Lobefaro - ma favorire e sostenere la presenza anche dei 'negozi di vicinato'. La loro presenza garantisce la presenza dei residenti. Se scompaiono, in centro rimarranno solo gli uffici.


NEGOZI STORICI    ANTICHI MESTIERI

Moderne risorse culturali ed economiche della città

11 Dicembre 2000
Ore 15.00

Museo Nazionale di Castel S.Angelo
Sala Paolina

1° Seminario sulla tutela, valorizzazione e promozione dei negozi storici e degli antichi mestieri.
Apertura lavori: Orietta Baldelli(Presidente Commissione Botteghe Storiche - Comune di Roma)
Saluto del Sindaco di Roma: Francesco Rutelli
Relazione introduttiva: Francesco Cioffarelli (Assessore alle politiche del Commercio e dell'Artigianato - Comune di Roma)
Interventi: Enzo Raisi (Assessore alle Attività Produttive Commerciali e Turistiche - Comune di Bologna)
     Raffaele Tecce (Assessore alla Normalità - Comune di Napoli)
     Stefano Biagini (Presidente Associazione Negozi Storici di Roma)
     Enrico Gasbarra (Consigliere Regione Lazio - Primo firmatario proposta di legge sui locali storici)
     Vittorio Emiliani (Presidente Comitato per la Bellezza)
Conclusioni: Carlo Carli (Sottosegretario per i Beni ele Attività Cultura)



Introduzione Architetto Pentrella Sovrintendente del Museo di Castel Sant'Angelo

Castel S'Antangelo luogo di artisti e artigiani è legato intrinsecamente alle botteghe storiche. Tre sono i fattori che determinano la crisi dei negozi storici:

  1. perdita di commitenze illuminate
  2. perdita delle manualità sapienti
  3. costi troppo elevati
Orietta Baldelli Presidente della Commissione per la tutela delle Botteghe Storiche del Comune di Roma
Coordinatrice dei lavori.

L'esigenza di mantenere il centro storico di ogni città d'arte così com'è è alla base di questa iniziativa. Ringrazia le personalità che più si sono impegnate su questa iniziativa nella città di Roma: Athos de Luca che ha presentato l'emendamento in finanziaria dedicato alle botteghe storiche, il consigliere comunale Pino Galeota, l'attuale consigliere regionale (ex assessore al commercio) Enrico Gasbarra, l'assessore al commercio di Roma Cioffarelli. La commissione sta lavorando alla definizione di uno strumento normativo utilizzabile nei diversi comuni per l'applicazione della legge Bersani. "Nell'era della globalizzazione credo sia indispensabile mantenere la coscienza delle proprie radici: i centri storici ne sono la testimonianza. La standardizzazione non ci conviene: la storia è l'unica industria non delocalizzabile"

Assessore alle politiche del commercio e dell'artigianato del Comune di Roma Francesco Cioffarelli

Continua la politica di Gasbarra nell'avere uno strumento che consenta di tutelare e di valorizzare un patrimonio della città. Non è sufficiente la pur indispensabile delibera dei negozi storici; è necessaria una precisa normativa che tuteli attività artigianali anche di grande pregio che non possono sopravvivere al lievitare degli affitti, anche per scongiurare pericoli di usura. La proposta: gli esponenti degli enti locali dovranno coinvolgere le multinazionali e le grandi firme per evitare che a causa loro debbano soccombere attività centenarie del centro storico. Bisogna creare un osservatorio istituzionale permanente per evitare che ci sia l'estinzione di ciò che va difeso.

Senatore Athos de Luca

Interviene avendo momentaneamente interrotto la sua presenza ai lavori parlamentari. Specifica di aver presentato un emendamento alla finanziaria riguardante il diritto di prelazione del commerciante in caso di vendita di immobile appartenuto a ex enti previdenziali. Se si chiudono le vecchie attività si depaupera anche il valore degli immobili del centro storico poiché potrebbe non essere più così interessante. "La strada è lunga per creare una cultura di governo che difenda il patrimonio artistico e culturale delle botteghe storiche: mi auguro che il Parlamento possa essere più sensibile"

Assessore alle attività produttive commerciali e turistiche del Comune di Bologna Enzo Raisi

Presenta un articolato intervento descrivendo approfonditamente l'esperienza bolognese di tutela del commercio tradizionale.
A Bologna il centro è stato definito come centro commerciale all'aperto unica rete del piccolo commercio. La tutela del commercio storico è fondato su una delibera basata su 3 criteri: 50 anni di attività, stesso luogo, stessa merceologia. Tale delibera del 1999 si è rivelata nel caso di Bologna di maglie troppo larghe ed è stata soggetta a numerosi ricorsi al TAR, si è quindi resa necessaria una seconda delibera nel 2000 che ha aggiunto ai tre criteri già necessari un altro tra questi che seguono:

Il vincolo è leggero, ovvero se ne può chiedere l'annullamento per ragioni economiche (es. aumento dell'affitto) o si voglia cambiare merceologìa. L'iniziativa del Comune di Bologna ha consentito di efettuare un censimento delle botteghe storiche (di cui è ipotizzabile uno sfruttamento sul piano turistico) e di effettuare un piano di riqualificazione urbanistico e commerciale perimetrando tutto il centro storico. E' stata predisposta un'area centrale da destinare ad attività commerciali o artigianali di tradizione sottoposte a uno sfratto. La legge regionale consente deroghe al regolamento igienico-sanitario ed edilizio imponibili nel centro storico. Ricerca del reciproco vantaggio per l'esercente e per il proprietario dell'immobile per calmierare i prezzi d'affitto dei locali ed evitare che le grandi firme spodestino i vecchi negozianti.

Assessore alla normalità del Comune di Napoli Raffaele Tecce

Elogia la forma seminariale dell'incontro sottolineando la serietà e la qualità degli interventi. E' necessario programmare l'attività commerciale non soltanto sul piano quantitativo, ma tenendo conto del territorio e dunque bisogna effettuare una sorta di pianificazione qualitativa tenendo conto dell'aspetto unrbanistico edilizio. Se il negozio storico valorizza il centro storico bisogna suggerire modalità di resistenza e di crescita. Nell'esperienza di Napoli sono stati identificati tre criteri di identificazione delle botteghe storiche:

  1. compatibilità dell'uso commerciale con gli usi abitativi (es. negozio in un cortile di un condominio)
  2. tutela attività commerciale di oltre 20'anni senza variazioni di tipologia
  3. compatibilità di aree di parcheggio in zona
Presidente Associazione Negozi Storici di Roma Stefano Biagini

I negozi storici sono una ricchezza per i centri storici italiani. Condivide e auspica la proposta di Cioffarelli di un Osservatorio nazionale delle botteghe storiche. Propone il patrocinio degli enti pubblici per la ricerca di sponsor per la costituzione di un fondo di tutela dei negozi storici. L'azzeramento dell'ICI ai proprietari di negozi storici che accettino di non aumentare i canoni d'affitto.

Consigliere regionale del Lazio Enrico Gasbarra

La tutela dei negozi storici non è contraria alla liberalizzazione del mercato, anzi intende portare imprese commerciali di peso e caratteristiche differenti alle medesime condizioni di partenza: oggi una bottega tradizionale parte con 100 mt di svantaggio in una corsa olimpica di 400 mt. C'è la necessità di abbinare al vincolo urbanistico la destinazione d'uso: è questa la chiave per riuscire a tutelare le attività commerciali tradizionali che erano state sacrificate ad interessi della proprietà al tempo della prima legge sull'equo canone. Grandi griffe e negozi storici dovrebbero siglare un patto di intesa che portasse alla costituzione di un fondo di impresa a sostegno delle attività più deboli.

Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali Carlo Carli

A conclusione della conferenza è intervenuto ricordando le competenze specifiche di ogni ente: Stato, Regioni, Comuni, ciascuno autonomo nella propria sfera e funzione, che se ben coordinati nel comune obiettivo di tutela del commercio storico, possono avere ottimi risultati. "Se si ripongono le faziosità e ci identifichiamo nella difesa di questa identità nazionale si ha successo"